La percezione delle piscine come uno spreco d'acqua può derivare da diversi fattori culturali e di sensibilizzazione ambientale oltre che da poca informazione sulla questione. Tuttavia, è importante notare che le piscine, quando gestite in modo efficiente, non solo riducono l'impatto sull'approvvigionamento idrico ma diventano esse stesse una risorsa.
Costruiamo piscine e ci prendiamo cura degli impianti da quasi trent'anni in Sardegna, regione in cui la siccità è un problema storico che abbiamo dovuto affrontare per secoli, per questo conosciamo bene sia il problema che più volte è stato sollevato da chi ci segue sui nostri account social che, soprattutto, le soluzioni.
Siccità in Sardegna - Problema risolto?
Iniziamo col dire che nella nostra regione negli ultimi cento anni sono state trovate diverse soluzioni per limitare il problema dato dalla siccità, tra tutte è stato adottato un modello di gestione che oggi molte altre regioni vorrebbero copiare: la gestione dell'acqua è stata affidata a un'unica autorità che sfrutta al meglio le molte dighe costruite nel secolo scorso.
Il sistema idrico in Sardegna è di competenza regionale, la responsabilità è passata, con la legge regionale numero 19 approvata nel 2006, all’autorità di bacino, un ente pubblico formato da un comitato istituzionale che ha il compito di individuare gli obiettivi generali mentre l'Ente acque della Sardegna gestisce concretamente la rete idrica.
Uno dei compiti più importanti dell’autorità di bacino è controllare in tempo reale il tasso di riempimento di tutti i laghi artificiali presenti sull'Isola in modo da prevedere i problemi e intervenire per evitare le emergenze, cambiamento climatico permettendo.
Scorcio della diga di Santa Chiara
In Sardegna ci sono 37 dighe che creano bacini artificiali per un totale di 1,8 miliardi di metri cubi di acqua, 200 chilometri di canali e 50 impianti di pompaggio.
Molte delle dighe e degli acquedotti sardi risalgono a più di 50 anni fa: nel 2024 ricorreranno i 100 anni della diga Santa Chiara, sul fiume Tirso, in provincia di Oristano, che nel 1924 permise la creazione del più grande bacino artificiale della Sardegna, il lago Omodeo, diga che con i suoi 70 metri di altezza è stata per molti anni la più alta del mondo.
Nonostante tutto ciò anche in Sardegna, come nel resto d'Italia, ci sono molti problemi legati alla dispersione idrica che in alcune zone supera addirittura il 50 per cento, come dimostrano gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT che confermano la necessità di nuovi e continui interventi di manutenzione sulla rete.
Le statistiche ISTAT sull'acqua | Anni 2020-2022
Secondo il report sull'acqua dell'ISTAT (anni 2020-2022) il volume di acqua prelevato per uso potabile, al netto dei volumi addotti all’ingrosso per usi non civili (agricoltura e industria), si riduce all’ingresso del sistema di distribuzione per le dispersioni nella rete di adduzione.
Nel 2020, in Italia sono immessi nelle reti comunali di distribuzione 8,1 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile (373 litri per abitante al giorno). A causa delle dispersioni in distribuzione, agli utenti finali sono erogati complessivamente 4,7 miliardi di metri cubi di acqua per usi autorizzati (215 litri per abitante al giorno), comprendenti sia i volumi fatturati agli utenti finali sia quelli forniti a uso gratuito. Complessivamente il volume erogato è il 51,0% del volume prelevato.
Report ISTAT | 2020 2022
Nel 2020, rispetto al 2018, i volumi complessivi movimentati nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile diminuiscono di circa un punto percentuale, mentre le perdite in distribuzione
(42,2%) non presentano variazioni significative (erano al 42,0%), confermando ancora lo stato di inefficienza di molte reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile.
Le perdite rappresentano uno dei principali problemi per una gestione efficiente e sostenibile dei sistemi di approvvigionamento idrico e, benché molti gestori del servizio idrico abbiano avviato iniziative per garantire una maggiore capacità di misurazione dei consumi come appunto in Sardegna, la quantità di acqua dispersa in rete continua a rappresentare un volume cospicuo, quantificabile in 157 litri al giorno per abitante.
Stimando un consumo pro capite pari alla media nazionale, il volume di acqua disperso nel 2020 soddisferebbe le esigenze idriche di oltre 43 milioni di persone per un intero anno.
Report ISTAT | 2020 2022
Sebbene le perdite abbiano un andamento molto variabile, le differenze territoriali e infrastrutturali ripropongono la consolidata geografia di un gradiente Nord-Sud, con le situazioni più critiche concentrate nelle aree del Centro e Mezzogiorno, ricadenti nei distretti idrografici della fascia appenninica e insulare.
I valori più alti si rilevano, nel 2020, nei distretti Sicilia (52,5%) e Sardegna (51,3%), seguiti dai distretti Appennino meridionale (48,7%) e Appennino centrale (47,3%). Nel distretto del Fiume Po l’indicatore raggiunge, invece, il valore minimo, pari al 31,8% del volume immesso in rete; l’indicatore risulta di poco inferiore al dato nazionale nei distretti Alpi orientali (41,3%) e Appennino Settentrionale (41,1%).
Questa obsolescenza dell’infrastruttura, soprattutto nel Mezzogiorno, porta all’adozione di misure restrittive nell’erogazione idrica, ma quest'ultima è causata anche da problemi di qualità dell’acqua per il consumo umano e ai sempre più frequenti episodi di riduzione della portata delle fonti di approvvigionamento, a causa del cambiamento climatico, che rendono insufficiente la disponibilità della risorsa idrica in alcune aree del territorio.
Il cambiamento climatico in Italia
Cambiamenti del clima, accompagnati da eventi estremi a crescente intensità, stanno interessando con impatti rilevanti anche le città italiane che presentano un’elevata concentrazione di persone, edifici, infrastrutture, attività economiche e patrimonio artistico.
Sempre secondo il report ISTAT sull'acqua, considerati i 24 comuni capoluogo di regione e città metropolitana, il 2021 (insieme a 2020 e 2017) si presenta come uno degli anni meno piovosi dell’ultimo decennio osservato, con una precipitazione totale di circa 718,8 mm, in calo di 74,8 millimetri rispetto al corrispondente valore medio del decennio 2006-2015.
Il Rapporto Sigma rileva la situazione allarmante
di una crescita degli eventi catastrofali per numerosità e intensità
Nel periodo 1991-2020, la media della pioggia annualmente caduta sull’Italia ha sfiorato i 255 miliardi di metri cubi, cioè circa il 18% in meno della soglia indicata nel 1970. In più, la crisi climatica sta configurando un’Italia rovesciata, con la siccità sempre più presente al Nord e i rovesci che sono più frequenti al Centro Sud.
Insomma, le problematiche le conosciamo bene e, ora che abbiamo snocciolato la questione portando alla luce diversi dati, concorderete con noi che il problema qui non sono le piscine!
Il consumo d'acqua nella vita quotidiana
Se vogliamo aggiungere un altro dato, agricoltura e industria, ad esempio, consumano rispettivamente il 70% e il 22% del prelievo totale d’acqua dolce, e dell’8% all’uso domestico, alla piscina va una minima parte.
Infatti alimentare una piscina richiede una quantità d’acqua inferiore rispetto a molte altre attività domestiche.
Quanta acqua sprechiamo quotidianamente?
Secondo uno studio condotto da Legambiente, ad esempio, da un rubinetto aperto fuoriescono fino a 8 litri d’acqua al minuto, ciò significa che nel lavarci i denti, calcolando due momenti di igiene orale al giorno, da due minuti ciascuno, come consigliato dai dentisti, quotidianamente gettiamo via ben 32 litri d’acqua se lasciamo il rubinetto aperto, cioè 960 litri al mese, quando in realtà, limitandoci a fermare il getto fino al momento di sciacquare la bocca, ci basterebbe mezzo litro d’acqua al giorno.
Ogni volta che si scarica il water se ne vanno dai 5 ai 7 litri di acqua potabile. Poi c’è la doccia: cinque minuti al giorno consumano ben 75 – 80 litri, ma se preferiamo fare un bagno, allora la conta sale a circa 150 litri.
Cucinare e lavare i piatti, poi, comporta un ulteriore consumo di 40 –50 litri d’acqua quotidiano, meno se usiamo la lavastoviglie, a patto che sia piena. Altri 15 litri, quindi, se ne vanno quando ci facciamo la barba e ancora, 6 litri li usiamo a lavarci le mani prima di sedere a tavola.
Tanto per fare una comparazione, quindi, la manutenzione del giardino ci costa il 30% della nostra acqua, il bagno il 25% e la toilette ne richiede un ulteriore 25%.
Il riempimento o il rabbocco di una piscina, invece, consuma solo lo 0,5% dell’acqua di un’abitazione.
Le piscine sono una risorsa
Crediamo che la considerazione delle piscine come risorsa o spreco d'acqua dipende dalla loro gestione e dall'adozione di pratiche sostenibili. Con l'utilizzo di tecnologie moderne e la promozione di comportamenti responsabili, le piscine possono essere considerate un'opzione di svago che può contribuire a ridurre gli sprechi d'acqua complessivi e diventare un formidabile alleato contro gli sprechi idrici!
Tuttavia, è importante riconoscere che alcune piscine mal gestite o obsolete possono effettivamente consumare grandi quantità di acqua. Ad esempio, le piscine non dotate di sistemi di filtrazione efficienti o che vengono svuotate e riempite frequentemente possono contribuire a uno spreco d'acqua significativo. Per questo è importante rivolgersi sempre a dei professionisti, anche solo per una consulenza!
Le nostre piscine sono controllate periodicamente
e non vengono mai svuotate
Per non sprecare acqua in piscina e perciò risparmiare e salvaguardare la risorsa più preziosa, è sempre bene:
1) Installare una copertura: l’evaporazione ci costa all’incirca il 6% dell’acqua che abbiamo inserito nella nostra piscina (per una vasca di 50 metri quadrati parliamo di circa 150 litri d’acqua al giorno), di più se c’è molto vento, o se il sole batte particolarmente forte. Una copertura, invece, riduce l’evaporazione fino al 90%, specie se coadiuvata da una siepe e da una zona ombreggiata.
2) Non sovra riempire mai la piscina, tanto l’acqua finirebbe per traboccare al primo utilizzo, e perciò andrebbe sprecata.
3) Affidare la manutenzione periodica a professionisti: in questo modo eviterete di svuotare la piscina perché vasca e impianti saranno sempre in ottimo stato e la piscina durerà in eterno o quasi!
4) Recuperare l’acqua piovana: è più semplice di quanto si potrebbe pensare, e sebbene installare un sistema adatto a questa procedura richieda un investimento iniziale, il denaro speso viene ammortizzato in poco tempo, poiché utilizzando acqua piovana purificata non è più necessario attingere dall’acquedotto, con conseguenti tagli alla bolletta.
5) Tenere gli animali fuori dalla piscina: manterrà l’acqua più pulita e non costringerà il vostro impianto di filtrazione a fare i conti con eventuale fango o rametti trascinati in acqua dal loro pelo.
6) Giocare in acqua è bello ma attenzione alle attività troppo movimentate: favoriscono lo sciabordio e perciò lo spreco idrico.
7) Evitare di fare il bagno dopo esservi spalmati la crema abbronzante: i solari interagiscono con le sostanze chimiche presenti in acqua perciò prima di un tuffo è sempre bene una doccia veloce.
Siamo a vostra disposizione per la vostra piscina in Sardegna!
📍 Siamo ad Arzachena, al n. 14 di via Paolo Dettori
📆 dal Lunedì al venerdì dalle 09.30 alle 13.00
📲 su Whatsapp +39 348 883 9467
☎️ al numero +39 0789 811 47
📧 all’indirizzo e-mail


Scorcio della diga di Santa Chiara
Report ISTAT | 2020 2022
Report ISTAT | 2020 2022
Il Rapporto Sigma rileva la situazione allarmante
Quanta acqua sprechiamo quotidianamente?
Le nostre piscine sono controllate periodicamente 




